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Quel diavolo di bisnonno!

  • manomare
  • 21 nov 2025
  • Tempo di lettura: 2 min

Della serie “I Rilevanti marginali”©

Tutti, più o meno, conoscono i ponti del diavolo, così chiamati perché la loro costruzione, per la struttura e per l’epoca in cui sono stati costruiti, era considerata talmente ardita che solo il diavolo poteva averla concepita o, secondo altri, solo il diavolo poteva aver donato tale maestria a qualche essere umano in cambio della sua anima.

Deve essere successo qualcosa di simile anche nella realizzazione della scala del Pozzolo, a ridosso della cresta che divide la Val d’Ossola dalla Val Grande, sopra gli abitati di Beura-Cardezza.  La sua realizzazione risale alla fine del 1800, come testimonia la lastra di pietra posta ai piedi della stessa in memoria del suo costruttore. Sembra infatti che questa persona abbia fatto tutto da solo: ha tagliato di netto la montagna, trapassandola da parte a parte, l’ha ridotta in frammenti che ha poi intagliato e modellato per trasformarli in tanti gradini che ha infine depositato, uno sull’altro, per creare un inedito e impossibile percorso. Chi avrebbe potuto aiutarlo se non il diavolo?

Ma…quell’ indemoniato si chiamava Antonio Vescia ed era mio Bisnonno!

Non so se abbia effettivamente donato la sua anima al diavolo ma sicuramente ha regalato ai pastori di quelle quote il lasciapassare per le loro greggi che da quel momento hanno potuto varcare i confini del loro piccolo e scosceso mondo per approdare ai verdi e più accoglienti prati della Valgrande

Quel diavolo d’uomo ha lasciato a noi un segno tangibile della fatica e della caparbietà con cui ci cercava, come ci cerca tutt’ora, di superare tutte le avversità che si incontrano in ogni passo della nostra vita, con l’illusione che il mondo possa allontanarsi dagli inferi di dantesca memoria e assomigliare sempre di più al paradiso, ma senza esagerare: ci basta il rispetto reciproco tra le genti.

PS: sembra che il diavolo sia passato altre volte da quelle parti. A poca distanza dalla scala del Pozzolo si trova infatti un’altra “diabolica” scala con caratteristiche simili, è quella del Ragozzale.

Nella foto la scala, il taglio nella montagna e, in primo piano, la nipote del bisnonno (cioè, in buona sostanza, mia madre!)

© 2025 Marcoenrico Manoni


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