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Enrico Bianchetti, l’avvocato dei Leponzi

  • manomare
  • 25 gen
  • Tempo di lettura: 2 min

Per la serie “I rilevanti marginali” di Oxilia et Verbanus, oggi vi parlerò di un personaggio al quale gli abitanti di Ornavasso (provincia del Verbano-Cusio-Ossola) sono molto legati. Ma il pensiero va alle genti che il paese l’avevano abitato molti anni prima: i leponzi, un’antica popolazione celtica che popolava la zona fin dall’età del ferro. Sto parlando di Enrico Bianchetti, nato a Domodossola nel 1834, ma di famiglia originaria di Ornavasso. Perché avvocato dei Leponzi? Perché il Bianchetti aveva seguito gli studi di giurisprudenza ma dopo la scoperta dei primi reperti delle tombe dei Leponzi, si trasformò in un archeologo portando alla luce un importante necropoli.

Tutto incominciò nel 1890 durante i lavori di consolidamento della massicciata della ferrovia Domodossola-Novara. Durante gli scavi emersero i primi indizi di antiche tombe.

Bianchetti, che in quel periodo era Consigliere Provinciale decide di occuparsi del recupero iniziando una campagna di scavo che porterà alla luce la necropoli di San Bernardo. Successivamente gli scavi vennero eseguiti anche in una località vicina (In Persona) portando alla luce altri importanti reperti.

Due importanti necropoli dei leponzi, appartenenti ad un unico grande villaggio, erano venute alla luce per un totale di circa 350 tombe, datate tra il II secolo a.C e il I secolo d.C. L’abitato doveva trovarsi sicuramente in un luogo strategico sia per le vie di comunicazione verso i passi alpini, che per la collocazione sulle rive del Lago Maggiore che a quel tempo doveva estendersi fino ai pressi di Gravellona Toce.

Il prof. Ermanno Ferrero, pubblicherà poi, dopo la scomparsa del Bianchetti, il resoconto completo di quelle scoperte nel libro “I Sepolcreti di Ornavasso” che era stato iniziato dallo stesso Bianchetti. 

A chi volesse immergersi nell’antica atmosfera degli ultimi Leponzi consiglio quindi di fare un salto ad Ornavasso, sulle rive del fiume Toce, dove può ritrovare anche i luoghi dell’insigne cittadino.

Il Bianchetti morì nel 1894 nel suo paese, nella casa (l’attuale Albergo Italia) che aveva adibito a studio e laboratorio di restauro e dove aveva allestito una prima esposizione dei reperti. Oggi i vari reperti sono esposti e visibili presso il palazzo comunale di Ornavasso, sezione distaccata del Museo del paesaggio di Verbania.

Nel 1903 gli abitanti eressero in suo onore il busto in bronzo antistante la stazione ferroviaria.

 

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