Giuseppe Belli di Calasca, il fisico che studiava i fiocchi di neve
- manomare
- 15 nov 2025
- Tempo di lettura: 2 min
Aggiornamento: 21 nov 2025

Nel proseguire il progetto “I rilevanti Marginali ©"- Persone e Fatti poco noti ma significativi di Oxilia et Verbanus” allo scopo di reiterare la memoria di persone, legate ai miei luoghi nativi e di gioventù, che nel loro cammino di vita hanno lasciato un segno (piccolo o grande che sia), vi voglio oggi parlare di Giuseppe Belli.
Qualche giorno fa infatti sono ritornato (dopo moltissimo tempo!) a Calasca-Castiglione, in Valle Anzasca, o meglio, nel borgo di Calasca, che nel 1928, unendosi con il vicino borgo di Castiglione d’Ossola, diede luogo al comune di Calasca-Castiglione. (Ah, in una delle prossime visite vi racconterò di un altro personaggio che proprio nel borgo di Castiglione ha lasciato le sue tracce)
A Calasca ho girato tra le case del borgo e mi sono lasciato affascinare di nuovo dalla sua atmosfera antica, impregnata da reminiscenze Walser e dal ricordo delle sue anime passate che ancora oggi sembra aleggino tra gli stretti vicoli.
A Calasca è nato, il 25 Novembre 1791 il fisico Giuseppe Belli. Laureatosi a pieni voti in filosofia e matematica all’Università di Pavia, nel 1842, ricoprì per diversi anni, in quello stesso Ateneo, la cattedra di Fisica e l’incarico di direttore di Facoltà.
Fu soprattutto un ideatore di strumenti tecnici, come la sua macchina ad induzione e il motore magnetoelettrico. Si interessò soprattutto allo studio dell’elettrologia e della meteorologia. Nel campo dell’elettrologia studiò le repulsioni elettriche nell’aria rarefatta, la distribuzione del campo elettrico nei corpi e l’”elettricità negativa” che si riscontra sopra le cascate d’acqua. In campo meteorologico, forse anche in ricordo delle sue terre natie, si occupò dell’agglomerarsi delle nubi temporalesche, della formazione delle gocce d’acqua e soprattutto dei fiocchi di neve, con osservazioni che proseguirono gli studi condotti addirittura da Volta. Si spense a Pavia il primo giugno 1860.
© 2025 Marcoenrico Manoni








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