Bettina, la dama di Pallanza con il dono della beneficenza.
- manomare
- 12 dic 2025
- Tempo di lettura: 2 min

Per la serie “I rilevanti marginali” di Oxilia et Verbanus, oggi parliamo di Bettina Della Valle di Casanova. Nata a Pallanza (Verbania), nel 1865, da una ricca famiglia (padre italiano e madre irlandese), fin da giovane sentì il dovere di mettere a disposizione il suo spirito altruistico per opere caritatevoli.
Sembra dalle testimonianze che l’istinto per il bene e conforto altrui fosse presente già a dodici anni quando espresse il desiderio di veder sorgere un collegio per le orfanelle.
Il sogno si realizzò quando, a 21 anni, trasformò la Villa di famiglia (sulla collina della Castagnola sopra l’abitato di Pallanza, da cui tra l’altro, si gode di un panorama mozzafiato sul Lago Maggiore) che aveva ereditato dal padre, in un orfanotrofio femminile che, anni dopo, durante il primo conflitto mondiale, mise a disposizione della Croce Rossa per trasformarla in ospedale militare.
Come nota di cronaca occorre dire che in quel periodo proprio a Pallanza ci fu un grande fermento umanitario che coinvolse molte famiglie del paese. Tra il 1915 e il 1916 infatti furono istituiti ben sei ospedali che curarono quasi 3000 persone.
Sempre durante i tragici anni del conflitto Bettina instituì a Milano un posto di ristoro per i soldati Inglesi e americani di ritorno dal fronte e un asilo per l’assistenza dei figli dei profughi sfollati dopo la disfatta di Caporetto.
Nei successivi anni inoltre svolse l’attività di crocerossina nei comitati di assistenza civile e, come organizzatrice dell’Opera Nazionale di Assistenza all’Italia Redenta, a fianco della fondatrice di tale istituzione, Elena d'Orléans, Duchessa d’Aosta, contribuì alla nascita, in molti paesi dell’arco alpino, di numerose scuole per infermiere, di asili, di laboratori per ragazze, di centri per l’assistenza alla maternità, scuole diurne e corsi di lingua italiana per adulti. Per queste sue attività gli fu conferita la medaglia d’Oro della Pubblica Istruzione.
Fondò inoltre l’Istituto Italo-britannico. Fu infine insignita dal governo inglese, del titolo di Dama dell’Impero britannico.
Morì il 18 Ottobre 1929 presso l’Asilo Evangelico degli ammalati, un’istituzione che a quel tempo aveva sede a Milano in Via Monterosa.








Commenti